Page 4 - Attimi piccanti
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Al tramonto

In un pomeriggio di agosto sdraiati su due teli da spiaggia, prendevamo un po' di
caldo sole siciliano, davanti ad un mare cristallino ed una linea d'orizzonte chiara e
netta. Il sole bruciava sulla pelle e lei mi chiede di spalmarle un po' di crema
protettiva sul corpo. Distesa prono mi accostai e con la mano delicatamente quasi
massaggiando le spalmavo la crema. Prima nelle spalle, stavo per slacciarle il
reggiseno, ma lei ha preferito di no, così ho continuato, prima con una mano poi con
due. La scena che avevo davanti era meravigliosa, vedevo il suo piccolo corpo lì
davanti a me che l'accarezzavo, le mani andavano in punti dove non c'era bisogno di
crema, ma l'istinto era quello, il piacere di averla fra le mie mani era molto piacevole
ed eccitante.
Certo a lei non le dispiaceva, anzi allargava un po' le gambe per far si che le mani
avrebbero avuto modo di lavorare meglio. Vedevo, toccavo, accarezzavo quel
meraviglioso fondo schiena, da me tanto desiderato e tante volte sognato, che
l'eccitamento già era ben visibile, lei se ne è accorta e con la mano mi sfiorava quello
che dentro il costume, già evidentemente era bene in mostra.
Quella mano per me era caduta dal cielo, era divina, provavo un solletico sensuale
l'istinto voleva che glielo avvicinasse ancora di più, ma lei già aveva ottenuto una
bella presa. La ragione mi opponeva di stare fermo ed essere lei a gestire la manovra.
Durò un po' di tempo, visto che si stava andando oltre, lei a preferito lasciare la presa
e girarsi. Io mi sono scostato un po', stavo per metterle la crema davanti, mentre mi
chiede se poteva metterla lei su di me.
Certo le disse subito, mi sdraiai supino sul telo, non sapevo come nascondere il mio
eccitamento, ma non potei far nulla e così era lì come se volesse dire: non è colpa
mia. Lei si avvicina finta di non vedere e mi spalma la crema sul petto, non era una
spalmata ma era una carezza, una meravigliosa mano che mi scivolava sul corpo,
ancora meglio di come avevo fatto io sul suo corpo.
Pian piano scende giù, quel movimento passionale, faceva sì che con il gomito del
braccio toccasse quello che a stento era trattenuto dal costume. Lei mi guardava
sorridendo, io invece con gli occhi socchiusi dal piacere che sentivo le sorridevo
appena, mentre lei con il gomito continuava la manovra come se volesse che uscisse
fuori e averlo fra le mani. Ciò non avvenne in quanto visto il forte eccitamento e che
ero pronto ad esplodere, ha preferito, ahimè, smettere e sdraiarsi nel suo telo.
Era passata qualche ora, il sole già si era abbassato di molto, già si vedeva un po' di
rossore all'orizzonte il caldo era più mite, ma i nostri corpi ancora erano ben caldi.
Lei mi propose di fare il bagno, io acconsentii subito, la presi per mano ed entrammo
in acqua. Rispetto al calore dei nostri corpi l'acqua era fredda, emettendo un brivido,
d'istinto ci siamo abbracciati restando stretti e immobili con lo sguardo verso quel
rossore che adesso si rispecchiava sul mare.
Ancora abbracciati, messi al centro di quella scia rossa luminosa, era uno spettacolo
meraviglioso, noi due lì soli in mezzo alla divina natura mi sembrava un sogno.
Abbassai un po' la testa per cercare la sua bocca, lei ha capito e mi offre le sue labbra.

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