E luce fu

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E luce fu 

Luce che si accende e si spegne
a piacer dell’uomo
con un semplice tocco
di un interruttore. 

Due fili di rame ed una lampada
illuminano la via, ma non il cammino;
illuminano la casa, ma non l’anima;
 illuminano la città, ma non il cuore. 

Non esistono ne fili conduttori
ne altre formule scientifiche
per dare luce alla gioia di vivere
ad amare il prossimo come noi stessi. 

 


2013 - Mondo Onirico n° 156 - "E luce fu"
tecnica sovrapposizione materiale elettrico - cm 50 x 70

Né vita né amore ci sarebbe
se mancasse la luce di Dio.

Non avremmo
le carezze di una mamma,
ne un sorriso di chi ci vuol bene.
ne l’amore di chi ci ama. 

Nella luce vediamo nascere
un fiore, un bambino, un amore. 

E Dio disse: «Sia fatta la luce».
E la luce fu fatta. 

                      2014 Giuseppe Cardella
 

 








 

Critica
 

LA LUCE TRA SCIENZA, FEDE ED ARTE

 

Il contenuto ed il significato del quadro di Giuseppe Cardella spingono a riflettere su alcuni degli aspetti relativi alla luce: il quadro (come tutte le cose) è visibile solo se c’é un’altra luce che lo illumina; nel quadro c’é una luce che può accendersi ed illuminare lo stesso quadro, lo spettatore e lo spazio circostante! Nel quadro c’é la formula scientifica che ha rivelato la corrispondenza esatta tra energia e velocità della luce. Nel quadro c’é la presenza di Dio nei primi istanti dell’atto creativo: “E la luce fu”. Verrebbe spontaneo pensare al secolare conflitto tra scienza e fede, ma il contesto della creazione artistica rende sterile quel conflitto, anzi lo supera sublimandolo e facendolo diventare un fecondo terreno di armonia e di completezza.

Per l’artista scienza e fede non solo non lottano per una impossibile supremazia dell’una o dell’altra, ma si comprendono e si completano, raggiungendo insieme il terreno ideale della verità ultima. La luce perciò viene vista ed interpretata come pura energia della creazione, origine ed essenza di tutte le cose, alfa ed omega dell’universo visibile ed invisibile.

In tal modo si realizza il desiderio dell’artista; un desiderio che si colloca sul terreno impalpabile delle idee e trae da queste il nutrimento per trasformare le idee in un sogno che dura dalla creazione stessa del mondo e si protende verso l’eterno. L’idea, il desiderio, il sogno: non c’è alcuna differenza tra la luce di una finestra socchiusa, tra il filamento di una lampada accesa, tra l’energia delle cose e degli esseri viventi e la Luce di Dio: la Luce spiega tutto e fornisce la vita.

Per l’artista, la Luce di Dio è tutto.

Prof. Accursio Emilio Guarisco